RITORNO ALL'ISOLA (PROCIDA) sinossi, stile
Sinossi- RITORNO ALL'ISOLA
- RITORNO all'Isola-Romanzo di Gloria Gaetano
IContinua La storia di Giulia-Laura raccontata in Amore, jazz e vino (Progetto Cultura -Amazon). Dove eravamo natura rimasti? Una mail di un amico di Meshed raccontava della Scomparsa del Suo grande amore durante i bombardamenti di Gaza.
Storie che s'intersecano, storie che nascono l'una dall'altra, storie svelate per occasionali ritrovamenti, tempi narrativi che s' incrociano.
Percorsi di vita, di amori, dolori, rinunce, entusiasmo, sentimenti, abbandoni, ritorni
.Un mosaico ricomposto, infine, in una storia corale, in cui ogni personaggio dà il suo contributo di esistenza che appartiene al sè,ma s'interseca e discende da quelle degli ALTRI.Le Vicende della vita di Giulia (CHE è consulente presso una casa editrice e autrice di molti libri, fa volontariato nelle carceri e nelle comunita psichiatriche e cooperative) SI svelano Un po 'alla volta le sue tracce, nei luoghi, nella memoria ritrovata dei figli e convergono. Sono scaglie di ferro calamitate, in quella casa di Procida, dove sono iniziati e si sono conclusi i cammini tortuosi e a volte bui, a volte rischiarati dal sole dei luoghi e dei sentimenti, della madre, forse dimenticata dal figlio Francesco, di 27 anni , insolito e indisciplinato architetto, per molti anni introvabile, fantasma ricomparso, infine, per ricongiungersi idealmente alla madre attraverso le sorelle, Roberta e Mara.
A Roberta, 24 anni Bottiglia, anima femminile prigioniera di mondi invisibili e nascosti, Giulia ha dedicati 10 anni della sua vita, alla disperata ricerca di idee, progetti, appelli lanciati dovunque, anche sui quotidiani come Repubblica. Appelli e lettere, che hanno trovato tante risposte, ma nessuna valida. La continuità E ora nelle mani di Mara, figlia di Meshed, figlio dell'autorità palestinese a Roma. impegnato nella liberazione del suo popolo. Mara attraversa una storia di che sI rivela sempre più una simile a quella della madre. Ma, ormai ben più consapevole, avrà la forza di porvi fine, per ritornare accanto a Roberta e legarsi, attraverso di lei,a un invisibile procedere dalla madre e con la madre. Sarà Mara ad assicurare una Roberta la protezione dalle sue visioni ossessive.
Marginale la storia di Francesco, ma centro presente nell'amore della madre, che egli riscoprirà dai suoi scritti,ritrovati in un baule di cuoio che ha viaggiato per 50 anni da Londra , appartenente alla bisnonna di Giulia,, attraverso l'Egitto e vari paesi, fino a tonare nelle mani di Mara a Procida.
.Ritorno all'isola è Il secondo romanzo di Gloria Gaetano, una ricostruzione di eventi, stati d'animo ed emozioni vissute dalla scrittrice. E' il racconto generoso di tutta una vita, di labirinti,viaggi, e di incontri luoghi che hanno segnato la sua esistenza. E' tutto un fluire di riflessioni, monologhi, epifanie di versi che sono i canti attraverso cui si esprime la voce-anima-terra, risalendo alla luce della scrittura dal profondo sè,più forte dell'amore e del sentimento,in una narrazione che non dà requie, dialoghi spontanei, colti nel momento in cui nascono . Ed è anche un omaggio all'isola di Procida amata da Elsa Morante e Dacia Maraini.
E con le stesse parole di Clarissa Pinkola Estés, potremmo concludere che il libro è un viaggio nella conoscenza che viene dalle profondità del corpo, della mente.La ricomposizione dei figli di Giulia si compie nella casa a picco sugli scogli.di Procida. Giulia è la loro radice, la base di originaria, il grano da semina con cui si può trovare riparo da qualunque rovina, in modo che il nuovo seme possa di nuovo, dalla terra-madre, aprirsi e fiorire. Flussi di coscienza che diventano parole, luoghi, sapori: Una storia narrata dentro La Storia e le storie, di una città, dei suoi luoghi, delle sue armonie visive e sonore, delle sue tentazioni, Una storia d'amore che sI rivela dapprima con timidezza , con il timore dell'abbandono che avviene, sì, ma non chiude un sipario, anzi fa intravvedere nuovi scenari, nuovi incontri in continuità temporale.In realtà un'unica lunga storia che vive in un contesto di lotta, per la giustizia negata ai singoli e ai popoli, per i quali, la speranza è di mantenere il loro lembo di terra
Allora, la scena non si chiude con il calare del sipario, ma dona e apre speranze e timori, paure ed entusiasmi, sono il concerto della vita
Gloria Gaetano usa un linguaggio che è essenziale alla narrazione individuale e corale. Ogni autobiografia è sempre racconto, storia di una vita e di tutte le vite che si collegano attraverso tanti fili.. Si tratta di un compromesso tra storia di tutti e autobiografia, sequel di vita-morte-Nascita, contesto temporale e spaziale che è, per necessità di analogie e richiami, discontinua.
Tutta la nostra storia è affidata al racconto altrui: in mezzo l'autonarrazione, in un impossibile gioco di specchi:il sé è infatti l'attore e lo spettatore, il narratore e l'ascoltatore in una sola persona. E' un gioco prospettico, in cui la memoria pretende di vedere ciò che si rivela agli occhi di chi ascolta. E la protagonista si autocelebra solo se è vista senza l' Altro, perche è presupposto il distacco dell'ego, per assaporare l'illusione di epos.
Ma il narrabile, si costruisce sempre nella relazione con l'Altro.Sa di essere l'unità narrabile, ma sa anche che ha bisogno di altri che depurino la tendenza mitopoietica dell'impulso autobiografico.
L'unità è affidata alla forma del racconto.
Così accade tra Giulia -Mara-Roberta, come quando Ulisse ascolta il canto dell'aedo ,tra le lacrime, sulle imprese della guerra di Troia e sulle sue storie di viaggio.Ma quando Ulisse narra la sua storia, non ha più l'Impulso del pianto, perchè la storia può essere solo narrata in presenze di una relazione con altri..Così Giulia lascia le Sue carte nel baule e racconta a Mara la sua storia, ma è Mara che collega gli eventi e disegna la conclusione dell'essenza di una vita, delle varie esistenze contenute nel baule..
